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Tasi, in arrivo l’esenzione per separati e divorziati

by Simonetta Bacchiega on 9 dicembre 2015 , No comments

L’approvazione della Legge di Stabilità 2016, ormai attesa a breve, attira le attenzioni degli italiani: dalle agevolazioni fiscali alle tasse, molte sono le novità che probabilmente verranno introdotte per il prossimo anno e che andranno a influire in modo diretto sulle spese di ogni cittadino.

Tra le tante disposizioni, la normativa contiene un provvedimento importante che riguarda la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, attualmente calcolata in rapporto all’immobile di residenza. Come già è stato annunciato, il 2015 sarà l’ultimo anno di pagamento della Tasi per tutti i proprietari e gli inquilini di immobili adibiti a prima casa: la tassa, a partire dal 2016, riguarderà soltanto seconde case ed immobili non destinati ad abitazione principale.

Il problema sorge, a questo punto, per le famiglie di separati o divorziati: il coniuge che lascia la casa familiare e trasferisce la propria residenza in una nuova abitazione, attualmente si ritrova a pagare la Tasi sull’immobile lasciato all’altro coniuge, in quanto risulterebbe come una seconda casa. Di fatto, fino ad oggi queste sono state le condizioni previste dalla legge in vigore, tali da gravare sulla condizione economica in molti casi già messa alla prova dalla separazione o dal divorzio. A risolvere questo problema interviene un emendamento presentato in Commissione Bilancio del Senato.

Esenzione della Tasi per separati e divorziati

Esenzione della Tasi per i coniugi separati e divorziati

La nuova proposta prevede l’esenzione dal pagamento della Tasi per i separati e i divorziati che, lasciando la casa al coniuge, trasferiscono la propria residenza in un nuovo immobile, risultando così proprietari o intestatari di un contratto d’affitto per una una seconda casa alla quale, di fatto, non hanno accesso.

L’esenzione riguarderebbe tutti i separati e i divorziati la cui casa coniugale è stata assegnata all’ex coniuge da una sentenza di separazione o per annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Dal momento che la Tari interessa sia proprietari, sia inquilini, anche l’esenzione non prevede una distinzione a riguardo e viene applicata in entrambe le situazioni.

Allo stesso modo, la Tasi non graverebbe nemmeno sulle spalle del coniuge a cui la casa è assegnata, se sussistono i requisiti per la prima casa e se, dunque, l’immobile continua ad essere adibito ad abitazione principale di domicilio e residenza. Questo proprio in virtù del fatto che la Legge di Stabilità prevede l’abolizione della Tasi sulla prima casa con effetto immediato a partire dal 2016.

Il provvedimento consentirebbe un risparmio per molti italiani e alleggerirebbe la difficile situazione economica alla quale spesso i coniugi separati o divorziati devono fare fronte: le maggiori difficoltà in tal senso riguardano proprio l’abitazione e i relativi costi che vengono a gravare su una o entrambe le parti in seguito a separazione o divorzio.

Per avere certezza della validità di tale emendamento non resta che attendere qualche settimana: la manovra deve essere approvata entro il 31 dicembre 2015, per poi entrare in vigore a partire dal 1 gennaio 2016.

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