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Esenzione Imu su seconda casa in comodato ai figli: i requisiti

by Simonetta Bacchiega on 13 gennaio 2016 , No comments

Continuano i nostri approfondimenti sulla Legge di Stabilità 2016 in questi giorni al vaglio del Senato e di tutte le novità che essa comporta. I cambiamenti, come abbiamo visto, sono tanti e interessano direttamente le finanze degli italiani, con alcune notizie positive e fonti di risparmio. Tra queste, anche una importante novità che riguarda l’Imu, ovvero la riduzione del 50% della tassa sulla seconda casa qualora l’immobile sia dato in comodato d’uso ai figli.

Si tratta di una novità importante, della quale però non tutti potranno usufruire: in Italia è un’abitudine (o necessità) consolidata quella di cedere ai propri figli l’uso di abitazioni di proprietà. Una pratica che, a quanto pare, si è deciso di incentivare, intervenendo sulla riduzione di una delle spese che gravano sull’immobile risultante seconda casa per i proprietari. La normativa inizialmente prevedeva delle limitazioni che avrebbero potuto ridurre drasticamente il numero delle persone aventi diritto a questo beneficio. Una ulteriore modifica, invece, ha esteso la platea dei destinatari. Ecco, in dettaglio, che cosa cambierà a partire da gennaio.

comodato d'uso Imu seconda casa

Come ottenere l’esenzione dell’Imu per la seconda casa in comodato d’uso ai figli

La riduzione dell’Imu su immobili dati in comodato d’uso ai figli è una notizia positiva per molti italiani, ma attenzione a rispettare tutti i criteri necessari per poter avere diritto a questa facilitazione: innanzitutto, il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, l’Imu sarà comunque dovuta.

Questo requisito previsto dalla normativa in fase di approvazione è stato introdotto per permettere agli enti pubblici la verifica della veridicità della dichiarazione di fruizione diretta dell’immobile da parte dei discendenti. Si tratta di una novità riguardante il comodato d’uso, che fino ad oggi non necessitava di registrazione.

Inoltre, il comodatario deve trasferire la propria residenza nell’immobile in oggetto e non deve essere proprietario di un altro immobile ad uso abitativo nel territorio italiano. Anche la tipologia di immobile prevede qualche restrizione: l’esenzione non interessa tre specifiche categorie catastali, relativi agli immobili di lusso, ovvero A1, A8 e A9. In questi casi, anche se l’immobile viene ceduto in comodato d’uso ai figli, l’Imu sarà dovuta.

Inizialmente, un nuovo vincolo aveva creato delle perplessità: il proprietario dell’immobile doveva aver abitato l’immobile stesso nel corso del 2015 e non essere proprietario di nessun altro immobile sul territorio italiano. Questo requisito, però, è stato eliminato, permettendo l’ampliamento della platea che potrà usufruire del beneficio.

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