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Essere sposati e avere due residenze diverse: è possibile e cosa implica?

by Simonetta Bacchiega on 25 Ottobre 2017 , No comments

Essere sposati implica l’obbligo di coabitazione. Da qui può nascere un dubbio: è possibile per due persone sposate avere residenze diverse? L’esigenza può nascere per diversi motivi, ad esempio una trasferta o un trasferimento lavorativo, e può influire su questioni fiscali molto pratiche, come le agevolazioni prima casa. Continua a leggere se vuoi scoprire se è possibile essere sposati e avere residenze diverse, senza che questo comporti degli svantaggi dal punto di vista fiscale.

La differenza tra famiglia anagrafica e nucleo familiare

Per capire se sia possibile essere legalmente sposati e avere due residenze diverse, occorre innanzitutto chiarire la differenza tra famiglia anagrafica e nucleo familiare. Secondo la normativa vigente, la famiglia anagrafica è l’insieme delle persone che vivono sotto lo stesso tetto e che sono legate da un rapporto di parentela o da matrimonio.

Il nucleo familiare, invece, è l’insieme delle persone a carico dello stesso individuo ai fini Irpef e influenti per la dichiarazione Isee. La differenza può sembrare sottile, ma è fondamentale per capire le implicazioni dell’essere sposati e avere residenze diverse.

Nella famiglia anagrafica rientrano persone legate da vincoli di parentela e residenti sotto lo stesso tetto: per uscire da una famiglia anagrafica, dunque, è sufficiente cambiare residenza.

Il nucleo familiare invece può comprendere persone che non vivono sotto lo stesso tetto: è il caso delle famiglie con figli studenti fuori sede e che dunque vivono altrove, ma non sono economicamente indipendenti. Allo stesso modo, due coinquilini non rientrano nella stessa famiglia anagrafica perché non legati da vincoli di parentela. Cosa succede, però, se sono due persone sposate ad avere residenza diversa?

sposati con residenza diversa

Coniugi con residenza diversa: cosa cambia a livello fiscale

Prima di tutto occorre specificare che due persone sposate possono avere residenza diversa senza problemi legali o fiscali, ma spostare la residenza di uno dei due può avere conseguenze dal punto di vista fiscale.
La diversa residenza, se stabilita in modo consensuale, non comporta l’esclusione di uno dei due coniugi dal nucleo familiare ma la coppia dovrà indicare quale delle due case si debba considerare come abitazione principale.

Questo immobile, infatti, sarà quello che godrà di benefici fiscali come quelli per il pagamento della Tasi e dell’Imu, oppure i benefici derivanti dal Bonus Prima Casa. Le condizioni cambiano se i due coniugi hanno residenza nello stesso Comune, oppure in due Comuni diversi.

Residenze diverse nello stesso Comune

Quando i due coniugi hanno residenza in due case diverse ma nello stesso Comune, soltanto una delle due abitazioni verrà considerata come abitazione principale, mentre l’altra sarà soggetta a tassazione piena. I due coniugi, però, devono già avere residenza nello stesso Comune e l’acquisto della nuova abitazione deve essere effettuato nel regime di comunione dei beni.

Residenze diverse in due Comuni diversi

Nel caso in cui i due coniugi abbiano due residenze diverse in due Comuni diversi, entrambe le case possono essere riconosciute come abitazioni principali: si presume, infatti, che uno dei due coniugi si sia trasferito in un’altra città per motivi lavorativi e, dunque, la presenza di due abitazioni principali per lo stesso nucleo familiare è previsto dalla Legge.

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