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Affitto e deposito cauzionale: 5 cose che devi sapere

by Simonetta Bacchiega on 12 ottobre 2015 , No comments

Quando si stipula un contratto d’affitto, il deposito cauzionale è una forma di tutela non obbligatoria, ma molto utile per entrambe le parti: sia per l’affittuario, sia per il proprietario dell’immobile. Continua a leggere per scoprire il perché e come gestire al meglio il deposito cauzionale tutelandoti dall’inizio alla fine del periodo di durata del contratto d’affitto.

Deposito e caparra sono la stessa cosa?

Non bisogna confondere deposito cauzionale e caparra, anche se queste due definizioni vengono spesso usate erroneamente come sinonimi. La caparra può essere versata prima della stipula del contratto, per manifestare in modo concreto la propria intenzione a stringere l’accordo e a prendere l’immobile in affitto. Al momento della stipula del contratto, la caparra può essere convertita in mensilità di affitto, in deposito cauzionale oppure restituita all’affittuario.

Il deposito cauzionale invece non ha lo scopo di manifestare un interesse, ma di tutelare il proprietario da eventuali danni o inadempienze da parte dell’inquilino. Quest’ultimo, se adempie a tutti i suoi doveri, con la risoluzione del contratto d’affitto potrà contare sulla restituzione dell’intera somma comprensiva degli interessi maturati.

A quanto deve ammontare il deposito cauzionale?

La cifra del deposito cauzionale viene concordata tra le parti, ma deve rispettare un importante requisito di Legge: non può superare le tre mensilità di affitto, spese escluse. La somma va consegnata al proprietario dell’immobile una tantum, in sede di stipula del contratto di locazione. È importante sapere che al momento della restituzione il proprietario deve riconsegnare la somma per intero, con l’aggiunta degli interessi legati maturati ogni anno, a meno che essi non siano già stati corrisposti annualmente all’inquilino durante il periodo di validità contrattuale.

Quando va restituita la cauzione?

Allo scadere del contratto d’affitto, in seguito allo sgombero dei locali da parte dell’inquilino, deve avvenire anche la restituzione del deposito cauzionale. È consigliabile effettuare questo passaggio dopo il sopralluogo del proprietario, per accertarsi del buono stato dell’immobile e per verificare la presenza di eventuali danni dovuti ad incuria dell’affittuario.

deposito cauzionale

Questo non significa che il proprietario possa decidere di trattenere la somma in modo arbitrario: la mancata restituzione deve essere proposta tramite una domanda giudiziale per l’attribuzione. In caso contrario, l’inquilino ha dieci anni di tempo per richiedere la restituzione tramite un decreto ingiuntivo. Il proprietario potrà fare opposizione a tale richiesta documentando il danno prodotto dall’inquilino o il mancato rispetto dei suoi doveri e delle sue responsabilità nei confronti dell’immobile.

Il deposito cauzionale può sostituire gli ultimi mesi d’affitto?

La somma versata a titolo di deposito cauzionale non può essere trattenuta in sostituzione del pagamento degli ultimi mesi di affitto, i quali devono venire versati regolarmente dall’inquilino. Tuttavia, se l’inquilino risulta moroso, il locatore può ottenere un titolo esecutivo nei confronti dell’affittuario e trattenere il deposito cauzionale, tutto o in parte, a titolo di risarcimento del danno subito.

Cosa succede se l’immobile viene venduto durante il periodo di validità contrattuale?

Se l’immobile viene venduto mentre il contratto d’affitto è ancora in corso, chi compra un immobile subentra al precedente proprietario per tutto ciò che riguarda i diritti e gli oneri legati al contratto di locazione. Sarà il nuovo proprietario, dunque, a dover restituire il deposito cauzionale all’inquilino al termine del contratto.

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