Generazione Z e lavoro: perché i giovani cambiano così spesso?

C’è una frase che, quando si parla di Generazione Z e lavoro, sento ripetere molto spesso: “I giovani di oggi cambiano continuamente lavoro.”

Ed è vero. O almeno, in parte lo è.

Cambiamo più facilmente, facciamo tentativi, ci rimettiamo in discussione e siamo meno disposti a rimanere per anni in un posto se sentiamo che quel lavoro non ci rappresenta più. Da fuori può sembrare instabilità, poca voglia di sacrificarsi o incapacità di impegnarsi davvero in qualcosa.

Io, però, credo che dietro ci sia molto di più.

E lo dico anche perché, se guardassi il mio percorso con gli occhi di chi pensa che cambiare sia necessariamente un fallimento, probabilmente sarei uno degli esempi perfetti.

A vent’anni non avevo assolutamente idea di cosa avrei fatto nella vita. Ho iniziato Economia e ho lasciato. Ho lavorato come front office nell’agenzia dei miei genitori. Ho iniziato Osteopatia e, dopo poco, ho capito che nemmeno quella era la mia strada.

Nel frattempo continuavo a ripetere una certezza: non avrei mai fatto l’agente immobiliare.

Oggi ho 27 anni, sono Marketing Manager di SIM Immobiliare, coordino un team dedicato al marketing e sono anche agente immobiliare.

Forse quindi non stavo semplicemente cambiando idea. Stavo cercando di capire chi fossi e quale potesse essere il mio posto nel mondo del lavoro.

generazione z

Generazione Z e lavoro: forse non ci siamo ancora capiti

Negli ultimi anni ho parlato molto del rapporto tra giovani e lavoro, anche nel mio libro Gen Z: Scegliere se stessi prima del lavoro e confrontandomi con imprenditori e ragazzi della mia età.

Più ne parlo, più penso che tra la Generazione Z e le generazioni che ci hanno preceduto ci sia stato soprattutto un grande problema di comunicazione.

Forse non ci siamo capiti.

Da una parte ci sono imprenditori che si trovano davanti una generazione diversa dalla propria e fanno fatica a comprenderne le richieste. Dall’altra ci siamo noi, che probabilmente non siamo sempre riusciti a spiegare bene ciò che cerchiamo e, qualche volta, siamo partiti altrettanto prevenuti nei confronti del mondo del lavoro.

Sentiamo dire che vogliamo il work-life balance, un ambiente sano, formazione, stipendi adeguati, possibilità di crescita. Tutto vero.

Ma credo che dietro queste richieste ci sia un bisogno ancora più profondo.

Vogliamo trovare un senso in quello che facciamo.

Vogliamo sapere perché ci alziamo la mattina. Vogliamo sentirci parte di qualcosa, avere la possibilità di crescere, essere ascoltati, avere degli obiettivi e qualcuno che ci aiuti a capire come raggiungerli.

Non significa volere un lavoro facile. Non significa non essere disposti a impegnarsi.

Significa desiderare che tutto quell’impegno ci porti da qualche parte.

Ed è anche per questo, secondo me, che molti giovani cambiano lavoro così spesso: continuano a cercare un posto nel quale riescano a immaginare il proprio futuro.

generazione z e lavoro

Un lavoro che io per prima non avevo preso in considerazione

Ed è qui che voglio parlare soprattutto ai ragazzi della mia età e a quelli ancora più giovani. Se oggi stai cercando la tua strada, probabilmente il lavoro di agente immobiliare non è il primo che hai preso in considerazione.

Lo capisco molto bene. Io sono cresciuta con due genitori titolari di un’agenzia immobiliare e, nonostante questo, ero convinta che non sarebbe mai stato il mio lavoro.

Poi ho iniziato a conoscerlo davvero.

E ho scoperto una professione molto diversa da quella che avevo immaginato.

Fare l’agente immobiliare significa lavorare ogni giorno con le persone, entrare in contatto con storie e progetti diversi, imparare ad ascoltare e comunicare. Significa avere obiettivi concreti, mettersi alla prova, imparare a organizzarsi e vedere quanto il proprio impegno possa incidere sui risultati che si raggiungono.

È un lavoro dinamico, in cui difficilmente due giornate sono uguali, ma soprattutto è una professione che può offrire a un giovane enormi possibilità di crescita.

E credo che questo sia un aspetto di cui si parla ancora troppo poco.

Non devi sapere già fare tutto

Quando cercavo lavoro, e ancora oggi quando guardo alcuni annunci insieme alle mie amiche, mi capita di trovare richieste quasi paradossali.

Si cercano giovani, ma con anni di esperienza. Persone da formare, che però dovrebbero arrivare già formate. Ragazzi appena usciti dall’università ai quali viene chiesto di sapere già perfettamente dove vogliono arrivare.

Ma come si costruisce esperienza se nessuno decide di essere il primo a dartela?

Questa è una domanda che mi sta particolarmente a cuore perché io ho avuto la fortuna di incontrare persone che, in momenti diversi, hanno visto qualcosa in me prima ancora che riuscissi a vederlo io.

Mi hanno formata, lasciata sbagliare, corretta, spronata e dato sempre più responsabilità.

Credo che sia anche questo ciò che la Generazione Z cerca nel lavoro: qualcuno che non guardi soltanto ciò che sappiamo fare oggi, ma che abbia la capacità di immaginare ciò che potremmo saper fare domani.

lavoro agente immobiliare

SIM Academy: partire da zero non significa essere indietro

È anche da questa convinzione che nasce il percorso che abbiamo costruito in SIM Academy.

Quando inseriamo una nuova persona nel team non ci aspettiamo necessariamente che sappia già fare tutto. Ci interessa capire chi abbiamo davanti, quali sono le sue attitudini, quanto ha voglia di imparare e soprattutto se condivide il nostro modo di lavorare e i nostri valori.

Poi arriva la formazione.

Chi parte da zero viene accompagnato in un percorso che unisce formazione e affiancamento, con professionisti più esperti accanto dai quali poter imparare. Perchè il lavoro di agente immobiliare ha bisogno di studio, di frequentare un corso e superare un esame ma ha anche bisogno di formazione costante, di aggiornamento. Di innovazione, di curiosità.

Dire a un ragazzo “crediamo nel tuo potenziale” è bello. Ma non basta.

Bisogna poi dargli gli strumenti per trasformare quel potenziale in competenze, risultati e, un giorno, in una professione nella quale possa riconoscersi.

E bisogna anche creare un ambiente in cui possa sentirsi parte di una squadra.

Per me questo è fondamentale. Ho sempre creduto che raggiungere un traguardo insieme alle persone che stimi e alle quali vuoi bene sia molto più bello che raggiungerlo da sola.

E se non avessi ancora trovato il lavoro giusto per te?

Non credo che il lavoro di agente immobiliare sia adatto a tutti e non voglio convincerti del contrario.

Ma se appartieni alla Generazione Z e stai ancora cercando la tua strada, vorrei almeno invitarti a non escludere una professione soltanto perché hai in mente un’idea di come sia fatta.

Io l’ho fatto per anni.

Oggi, invece, ho scoperto un lavoro che mi permette di stare a contatto con le persone, continuare a imparare, avere nuovi obiettivi e mettermi costantemente alla prova. E soprattutto ho trovato un ambiente nel quale ho avuto la possibilità di costruire il mio spazio senza dover rinunciare a ciò che sono.

Forse cambiare lavoro non significa sempre non sapere cosa si vuole.

Qualche volta significa semplicemente non averlo ancora trovato.

Io ci ho messo un po’. Ho cambiato idea, ho sbagliato strada, sono tornata indietro e sono ripartita.

E pensare che per anni avevo detto: “Io l’agente immobiliare non lo farò mai.”

Se anche tu stai cercando un lavoro in cui poter crescere, formarti e costruire il tuo percorso, puoi inviare il tuo curriculum a simonetta@simimmobiliare.it.

Potresti scoprire un lavoro che non avevi mai preso in considerazione.

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